L’invenzione dello Zero

C’era una volta il segnaposto babilonese, che era uno spazio fra le cose, un puntino fra le parole. Serviva a prendere fiato e a far capire una frase. 

Ben presto diventò un οὺδἐν ouden (un nulla) greco; poi Alessandro Magno lo portò in India. Come fece a portare un nulla, non lo so proprio. Forse portò il suo respiro oppure la mappa del labirinto di Creta per sfuggire al Minotauro… 

Comunque sia, quella cosa risvegliò la fantasia di un grande matematico indiano, Brahmagupta, che nel 598 d.C., ci fece ancora un segnaposto ma questa volta fra i numeri. 

Il nulla divenne così un numero speciale (शून्य śūnya) e grazie a lui fu creato il sistema posizionale dei numeri: un śūnya accanto ad un piccolo UNO lo trasformava in DIECI, due śūnya in CENTO e tre in MILLE! 

Allora in fin dei conti non era proprio un nulla: da quello spazio fra le cose nascevano altre cose e si moltiplicavano molto velocemente. 

Come se tu con una semplice trave di legno riuscissi a costruire un’intera casa.

Il sistema posizionale rivoluzionò la matematica del mondo; dagli indiani gli arabi ripresero quel nulla che era diventato qualcosa e lo chiamarono صفر sifr che vuol dire vuoto. Quel nulla che era diventato qualcosa eppure rimaneva un vuoto, sbarcò infine nel mondo latino grazie ad un genio, Fibonacci che, nel 1200, lo chiamò zephirum perché gli ricordava un vento greco che soffiava nel deserto algerino…

Insomma quel nulla fece molta strada: diventò qualcos’altro e anche se rimaneva vuoto soffiava come il vento e offriva i suoi benefici agli altri numeri facendoli diventare molto più grandi. 

Era quello che si chiamò, per abbreviazione, lo zero.

Io aggiungo che andrebbe chiamato zero infinito perché tutto viene dopo di lui. Se è vero che dall’UNO derivano gli altri numeri per somme successive di se stesso, è anche vero che dallo ZERO gli altri numeri sono moltiplicati per 10, 100, 1000 e così via.

Lo Zero è come il vento che soffia sulle acque creatrici del mondo, il gioco (līlā) da cui gli dei generarono l’universo… 

e il puntino è rimasto il punto che separa, non più le parole, ma le frasi della vita.

  • segnaposto babilonese = respiro
  • οὺδἐν ouden = nulla
  • शून्य śūnya = numero speciale
  • صفر sifr = vuoto
  • zephirum = vento = Zero
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