“Anima bianca”

Un monaco nero, senza nome, si sveglia un giorno nel bosco del perché; al primo passo un albero gli fa una domanda:

“CHI SEI TU?”
“L’ACQUA CHE SCORRE!”, risponde lo sconosciuto.
“ALLORA PASSA MA NON LASCIARE NESSUNA IMPRONTA DIETRO DI TE!”

Il monaco scava una nicchia nelle radici dell’Albero e fa come l’acqua che scorre: il suo corpo si scioglie e passa dentro la terra e arriva fino alla fine del bosco.
Quando ritorna in se, scende la notte senza stelle sul mondo di pietra.
Si fruga nella tasca e trova una fiammella d’oro che gli dice:

“TI ASCIUGHERO’ SOLO SE RITROVERAI MIA MADRE CHE RIPOSA IN CIELO”.
“VA BENE”, risponde lui, “DIVENTA FUOCO PER ME!”.

Alle sue parole la fiammella diventa un corpo di fuoco che lo riscalda e accende una luce nella notte nera. Così il monaco brucia il suo corpo di terra e diventa vento e vola sopra il mondo.
Là incontra la Madre che dorme e le sussurra come una brezza sui capelli:

“SOGNA! MADRE DI TUTTE LE COSE. TUO FIGLIO TI RICHIAMA DAL MONDO DELLE OMBRE!”.

Così lentamente girando nel vortice d’aria, la madre scende sul mondo e lo colora del suo sogno di luce.
Alla fine tocca terra e vede lo sconosciuto fatto d’acqua, terra, aria e fuoco che gli gira intorno; lei è ora una bambina e lui si ferma e sorride perché l’ha riconosciuta:

“SEI TU, ANIMA BIANCA!”

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