Portami il tramonto in una coppa

Portami il tramonto in una coppa
conta le caraffe della mattina
e le gocce di rugiada. 

Dimmi fin dove salta l’alba 
e quando dorme colui che tesse
le larghezze di blu!

Scrivimi quante sono le note 
nell’estasi del nuovo pettirosso 
tra i rami stupefatti 

quanti passetti fa la tartaruga 
quante coppe di rugiada beve 
l’ape viziosa!

E chi ha posato i moli dell’arcobaleno,
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro?

Quali dita serrano le stalattiti, 
chi conta le conchiglie della notte 
attento che non ne manchi una?

Chi costruì questa casetta bianca 
e chiuse così bene le finestre 
che il mio spirito non può vedere?

Chi mi farà uscire con quanto mi occorre 
in un giorno di festa 
per volare via in pompa magna?

Bring me the sunset in a cup
Reckon the morning’s flagon’s up
And say how many Dew,

Tell me how far the morning leaps –
Tell me what time the weaver sleeps
Who spun the breadths of blue!

Write me how many notes there be
In the new Robin’s extasy
Among astonished boughs –

How many trips the Tortoise makes –
How many cups the Bee partakes,
The Debauchee of Dews!

Also, who laid the Rainbow’s piers,
Also, who leads the docile spheres
By withes of supple blue?

Whose fingers string the stalactite –
Who counts the wampum of the night
To see that none is due?

Who built this little Alban House
And shut the windows down so close
My spirit cannot see?

Who’ll let me out some gala day
With implements to fly away,
Passing Pomposity?

Emily Dickinson

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