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FFV è uno dei miei progetti, l’ultimo in corso d’opera.

La vita si vive in tre modi:
all’inizio c’è la favola, luminosa e buia
poi c’è il fumetto in bianco e nero
e poi c’è la vita.

Questi tre modi si intrecciano fra loro, sono inestricabili, eppure vorrei cercare di trovare il bandolo della matassa attingendo dal pozzo della memoria…

I due figli del fulmine
La quercia si aprì nella notte, come una noce di cocco, e ne uscirono fuori i due figli del fulmine. Veloci com’erano, andarono subito fino al mare che respirava nel buio, salirono su di una barca a remi e diventarono pescatori come quello che già stava pescando al largo con la sua barchetta… I tre si guardarono per un attimo e poi continuarono quell’esercizio di pazienza e fede che è la pesca. Quando la luce iniziò a scindere dolcemente il cielo dal mare, l’aria dall’acqua, si misero a giocare rincorrendosi, giunse un uomo che camminava con piedi d’angelo e le mani aperte verso l’alto, e disse loro: “Pietro, Giovanni e Giacomo, venite con me…” loro tre già lo vedevano trasfigurato: tutta la luce del giorno promanava da lui e contemporaneamente ne era circonfuso… Così non trovarono di meglio che seguire la sua voce.
Tutti i film Western sono pieni dei due figli del fulmine: ehi John! OH Jack… Andiamo.
Solo che i Western hanno messo le pallottole al posto delle parole, e non si capisce più niente. Però ci sono dei Western splendidi:
Lo chiamavano Trinità
Il buono, il brutto e il cattivo
Dead man
Il piccolo grande uomo
Revenant

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marconico e tavolo tondo