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Walter Benjamin: le Parole sono Porte

Un testo scritto è una città di cui le parole sono mille porte. E come tutte le feste e i pericoli della città si muovono attorno alla porta, così la fatica e la ricompensa dei testi si muove solo attorno alla parola. Lo sapevano gli antichi… Ma i nuovi studi corteggiano le sintesi; il loro scopo è il “centro”, come i tedeschi nell’ultima guerra con la loro artiglieria riuscirono a raggiungere le cattedrali dentro la città, ma non Parigi stessa

ogni comunicazione di contenuti spirituali è linguaggio, non soltanto la comunicazione tramite la lingua vocale e scritta umana (su cui si fondano il linguaggio della giurisprudenza e della poesia), ma anche la comunicazione animale e la comunicazione muta delle cose. Il linguaggio si estende a tutta la natura animata e inanimata, poiché «è essenziale ad ogni cosa comunicare il proprio contenuto spirituale

ogni secondo del futuro è la piccola porta da cui può entrare il Messia (la luce che abbaglia nel Giorno del Giudizio, dove la verità sarà resuscitata)

quasi più nulla di ciò che avviene torna a vantaggio della narrazione, quasi tutto a vantaggio dell’informazione. È, infatti, già la metà dell’arte di narrare, lasciare libera una storia, nell’atto di riprodurla, da ogni sorta di spiegazioni

Il romanziere si è separato dal popolo e da ciò di cui esso si occupa. Il luogo di nascita del romanzo è l’individuo nella sua solitudine, che non può più pronunciarsi esemplarmente sui suoi più importanti desideri, giacché egli stesso è privo di consigli e non ne può ricevere. Scrivere un romanzo consiste nel portare alle estreme conseguenze, attraverso la descrizione, l’incommensurabile dell’umano «esserci»

Walter Benjamin

 

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