Lo hobbit

Lo hobbit è una favola meravigliosa che trova i suoi apici nei due dialoghi pieni di indovinelli che Bilbo fa a metà libro con Gollum e alla fine col drago Smog, sempre per rinviare la minaccia di essere mangiato. Due dialoghi fantastici dove gli indovinelli sono la chiave di volta, di libertà e pericolo insito nelle parole stesse.
La visione della vita da parte di Gollum è la sequenza delle risposte ai suoi indovinelli: montagna, vento, buio, pesce, tempo. La sequenza di Bilbo è ben diversa: denti (fame), il sole sulle margherite, uovo, un uomo seduto ad un tavolo con sopra un pesce il gatto ne prende un po’, anello.
Il pericolo è insito nelle due sequenze e culmina con il malefico anello che assoggetta al suo potere chi ne fa uso.

 

Nel parchetto dove giocavamo a calcio da bambini, respirando ghiaia, alberi ed erba, c’era una casetta dal tetto rosso che ospitava vecchi libri, la biblioteca. Quando presi in prestito alcuni di quelli riguardo gli esseri che popolano il mare per fare un tema rotolando pensieri e mescolando parole nel mio stile ermetico insieme a pesci e coralli, la casetta era sempre vuota, o meglio: piena di libri ma vuota di persone a parte quell’anima sfaccendata a cui qualcuno aveva dato lo strano compito di accudire quegli oggetti magici di carta. Uno di quelli mi aveva portato diretto dentro la coscienza di Bilbo Baggins, hobbit della Terra di Mezzo, seguendolo nelle sue peripezie contro i ragni giganti, gli orchi e i trolls; amico di nani ed elfi, Bilbo si era ritrovato alla fine della sua avventura ad essere un enigma invisibile per il drago Smog e la sua cupidigia di oro luccicante…. Per la verità quel libro non lo avevo preso in biblioteca ma me lo aveva regalato inspiegabilmente il fratello maggiore, forse perché anche lui vedeva in me qualcosa di Bilbo… Da allora ho letto quel libro almeno dodici volte e ogni volta mi riconduce a quando ero bambino, a quello stupore sulla vita che si prova solo da bambini e si riassaporare a volte nei meandri della memoria quando si inizia ad invecchiare. Oggi quella casetta si è ampliata come la vita, e continua a compiere la sua missione speciale: attrarre magicamente la mia anima errante… Quella casetta per me è come quella fatta di dolci e cioccolato, completamente commestibile, covo della strega ingorda e cannibale, che vuole mangiare Hansel e Gretel….


 

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