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la Bellezza tremenda. Rilke e Heidegger, Frankl e Dostoewskij, Borges su Dante, Nietzsche

Non ci si può realizzare da soli, solo l’altro attraverso l’Amore ci dona la realizzazione, perché dà significato al nostro esistere

Viktor Frankl

Io contesto nella maniera più decisa che l’uomo sia originariamente e realmente alla ricerca della felicità. Ciò che l’uomo vuole è avere un motivo per essere felice. Una volta che egli ha il motivo, la felicità viene da sé. Ma se invece di tendere verso un motivo per essere felice egli persegue la felicità stessa, questa gli si nega, gli sfugge.

Viktor Frankl

Autotrascendenza significa che l’uomo diviene completamente sé stesso ed è completamente uomo proprio nella misura in cui trascura e dimentica sé stesso, si lascia alle spalle sé stesso; nel servizio di una causa, nell’attuazione di un senso, nella dedizione a un compito o a un’altra persona, a un partner: allora egli diviene interamente sé stesso.

Viktor Frankl, In principio era il senso

La verità: che l’amore è l’obiettivo ultimo e più alto a cui l’uomo può aspirare. Poi ho afferrato il significato del più grande segreto che la poesia umana e il pensiero e la fede umana devono impartire: la salvezza dell’uomo è attraverso l’amore e nell’amore. … Per la prima volta nella mia vita sono stato in grado di capire il significato delle parole: “Gli angeli si perdono nella perenne contemplazione di una gloria infinita”

Viktor Frankl

La cosa principale è non mentire a se stessi. Colui che mente a se stesso e presta ascolto alla propria menzogna, giunge al punto di non essere in grado di distinguere alcuna verità né in se stesso, né attorno a sé, e dunque si ritrova a non provare rispetto né per sé né per gli altri. Non rispettando nessuno, smette di amare e quindi, non avendo amore, per occuparsi e distrarsi si abbandona alle passioni e ai piaceri grossolani, e nei propri vizi arriva fino alla bestialità, e tutto ciò per il suo ininterrotto mentire a se stesso e alla gente.

Dostoevskij, I Fratelli Karamazov

Perché il bello è solo
l’inizio del tremendo,
che sopportiamo appena,
e il bello lo ammiriamo così
perché incurante
disdegna di distruggerci.
Ogni angelo è tremendo.

Rilke

Bello non è ciò che piace, ma ciò che viene a trovarsi in quel destino della verità, che accade quando ciò che da sempre non appare, e rimane di conseguenza invisibile, perviene al più appariscente apparire.

Heidegger

Chi ha un Perché per vivere, può sopportare quasi ogni Come

Nietzsche
Dante riesce appena a domandare dove sia Beatrice: «Ov’è ella?» grida. Il vecchio gli mostra uno dei giri dell’immensa Rosa. Lì, aureolata, c’è Beatrice; Beatrice il cui sguardo soleva colmarlo di intollerabile beatitudine, Beatrice ch’era solita vestirsi di rosso, Beatrice alla quale pensava tanto che si era stupito nel constatare che alcuni pellegrini, incontrati a Firenze una mattina, non avevano mai sentito parlare di lei, Beatrice che una volta gli aveva negato il saluto, Beatrice che era morta a ventiquattro anni, Beatrice di Folco Portinari che era andata sposa a Bardi. Dante la scorge, in alto; il chiaro firmamento non dista dall’abisso più profondo del mare quant’ella dalla sua vista. Dante la prega come si prega un Dio, ma anche come una donna agognata. Per sempre assente da Beatrice, solo e forse umiliato, immaginò la scena per immaginarsi con lei. Disgraziatamente per lui, fortunatamente per i secoli che lo avrebbero letto, la consapevolezza che l’incontro era immaginario alterò la visione. Di qui le circostanze atroci, tanto più infernali, è chiaro, in quanto hanno luogo nell’Empireo.
Borges, Nove saggi danteschi
idiot dosto
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